Londra: basta pubblicità con modelli irraggiungibili

Category : comunicazione responsabile, Pubblicità · No Comments · by giu 15th, 2016
Londra: basta pubblicità con modelli irraggiungibili

    Belli ma possibili: li vuole così il nuovo sindaco di Londra, Sadiq  Khan, i volti e i corpi…

NO ALLE PUBBLICITA’ SESSISTE: LE BUONE REGOLE DI PIACENZA E BOLOGNA

Category : Pubblicità · No Comments · by mag 26th, 2016
www.modenatoday.it

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La pubblicità sarà pure “l’anima del commercio”, ma non a tutti i costi. Lo ha deciso il Comune di Piacenza che ha varato un nuovo regolamento che vieta l’affissione di cartelloni lesivi della dignità femminile nei tabelloni lungo le strade urbane e sugli autobus.

La decisione è stata presa a larga maggioranza dal Consiglio comunale e avrà un’immediata ricaduta pratica: una commissione interna è incaricata di vigilare su scritte e immagini pubblicitarie che contengano messaggi discriminatori riguardo alle donne. Il divieto colpisce, in particolare, quelle immagini che utilizzino il corpo femminile “in primo piano” per promuovere prodotti commerciali senza alcuna “correlazione”. Qualora, ad insindacabile giudizio della commissione, siano ritenuti lesivi, i cartelloni saranno rimossi con sanzione per chi ne ha commissionato l’affissione.

Piacenza segue il buon esempio, nella Regione Emilia Romagna, del Comune di Bologna che a novembre del 2014 ha bandito le “immagini volgari, violente o sessiste nelle pubblicità affisse in città”, non solo sugli spazi gestiti direttamente dal Comune ma anche su quelli dati in concessione ai privati. Il Regolamento sulle pubbliche affissioni impone, infatti, sia al contraente che all’inserzionista pubblicitario di accettare il Codice di autodisciplina pubblicitaria (che in verità risale già al 1966, promulgato dallo Iap, Istituto di autodisciplina pubblicitaria, ente privato che disciplina la comunicazione commerciale).

La cultura contro la discriminazione e il divieto di messaggi pubblicitari lesivi della dignità femminili si sta diffondendo nelle amministrazioni cittadine: decisioni analoghe sono state già assunte a Milano, Catania, Roma, Torino, Modena, Sesto S. Giovanni (Mi), Galatina (Le) e – sorpresa – Arcore (Mb).

 

MARINO VIETA LE PUBBLICITÀ SESSISTE

Category : Pubblicità · No Comments · by mar 31st, 2015

Marino vieta le pubblicità sessiste a Roma. Da fine marzo niente più affissioni con scritte lesive della figura femminile: con la delibera di luglio 2014 la Giunta capitolina ha varato il nuovo piano regolatore degli impianti pubblicitari e gli spazi del Comune saranno venduti  solo a coloro che rispetteranno le regole presenti nella delibera.

 

L’obiettivo, come ha spiegato il Sindaco nell’ambito del “Premio Immagini Amiche” promosso dall’Uid (Unione donne italiane) e dall’Ufficio d’informazione in Italia del Parlamento europeo con sede a Roma, è quello di andare oltre gli stereotipi, stimolando la creatività e una comunicazione portatrice di messaggi positivi.

 

Sarà predisposto un organismo che valuterà di volta in volta le affissioni e verificherà che il corpo della donna non venga associato a immagini che lo ritraggono come un oggetto e in modo sessista. Il nuovo regolamento vieta anche la pubblicità lesiva delle libertà individuali e dei diritti, in particolare dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Patatine fritte, dall’Antitrust un milione di multa

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Per l’Authority è pubblicità ingannevole: le informazioni sul packaging non corrispondono al vero

Multa salatissima per “San Carlo”, “Amica Chips”, “Ica Foods” e “Pata”. Secondo l’Antitrust, le quattro aziende leader in Italia nella produzione di patatine in busta fornivano ai consumatori “informazioni scorrette” sulle confezioni dei prodotti, con “vanti di artigianalità” e rimandi alla genuinità non corrispondenti al vero.
Nello specifico, sulle confezioni di “Eldorada” della San Carlo era indicata la dicitura “cotte a mano” come pure sulle patatine “Alfredo’s” di Amica Chips. Pata invece dichiarava come “patatina artigianale” le “Da Vinci chips” mentre “Le contadine” di Ica Foods erano presentate come “fatte a mano”.
Dopo diverse segnalazioni da parte di privati cittadini e dell’Unione nazionale consumatori, il garante della concorrenza ha erogato una sanzione complessiva di 1 milione di euro poiché “attraverso diciture e immagini suggestive – si legge nella nota dell’Authority – venivano attribuiti a taluni prodotti specifiche caratteristiche salutistiche non corrette oppure si fornivano informazioni, in merito alla composizione e agli ingredienti o alle modalità di trasformazione o cottura”, non veritiere.
Tre aziende, inoltre, (“Autentica trattoria all’olio di oliva” di San Carlo; “Eldorada la tradizionale con olio d’oliva” di Amica Chips; “Da Vinci chips: con olio extra vergine d’oliva”), secondo l’Antitrust hanno conferito una particolare enfasi, sul packaging, sulla presunta presenza di olio d’oliva, omettendo di evidenziare l’effettiva percentuale impiegata, dettagliata solo sul retro della busta, e di gran lunga inferiore a quella di altri oli vegetali utilizzati.
Le multe comminate sono state rispettivamente di 350.000 euro a San Carlo, 300.000 ad Amica chips, 250.000 a Pata e 150.000 per Ica Foods. Nell’erogare le sanzioni, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha tenuto conto anche della dimensione di ciascuna delle quattro aziende e della condotta adottata nel corso del procedimento, valorizzando l’impegno spontaneo o l’adozione anticipata di misure idonee a eliminare le pratiche scorrette contestate.
L’Autorithy, insomma, non si è fermata neanche davanti ai celebri testimonial scelti dalle aziende: Rocco Siffredi per Amica chips e lo chef Carlo Cracco per San Carlo.