Le patatine McDonald’s e la pubblicità senza marchio

Category : Food, Marketing · No Comments · by lug 31st, 2013

Primo piano delle patatine McDonald's

Le patatine McDonald’s, così come il Big Mac, il Cheeseburger, il Sundae, i Chicken McNuggets ed il Filet-O-Fish, sei tra i prodotti più noti della multinazionale americana sinonimo di fast food, si ritrovano senza marchio.

È questa l’idea che sta alla base della nuova iniziativa pubblicitaria che l’agenzia TBWA\Paris ha sviluppato per McDonald’s. A quanto pare Mac è un brand talmente noto a livello planetario che è sufficiente la semplice visione di uno dei suoi prodotti, per far sì che il consumatore associ l’immagine di patatine, panini e gelati a quella del noto marchio.

Foto di un Big Mac e di un Sundae McDonald's

La campagna, che si rivolge al mercato francese,  è stata lanciata il 24 luglio su scala nazionale. Naturalmente un’iniziativa di marketing del genere non poteva prescindere da una massiccia diffusione  sui principali quotidiani e sulle maggiori riviste transalpine, supportata anche dalla messa in onda di alcuni spot televisivi che la richiamano con ironia.

Nel primo, un gruppo di persone è impegnato a fare yoga in un parco  emettendo il classico “Om” della meditazione indù… mentre ammira la foto di un Chicken McNugget:

Nel secondo, un dentista si ritrova alle prese con un paziente  problematico: un ragazzino che apre e chiude la bocca impedendo qualsiasi tipo di operazione. Una diversa inquadratura ci fa capire che la causa di tale comportamento non è altro che la gigantografia delle patatine McDonald’s che si trova sul palazzo di fronte:

Nel terzo, le candidate ad un posto di lavoro non si presentano in maniera proprio impeccabile al colloquio. Il motivo è presto svelato quando l’intervistatrice, sfogliando il giornale della sala d’attesa, non si ritrova davanti alla pubblicità del Sundae:

Ovviamente non sono molte le aziende che possono permettersi questo tipo di comunicazione perché, oltre alla gran notorietà del marchio, anche i prodotti devono essere facilmente riconoscibili e associabili all’azienda. E voi? Guardando gli hamburger in foto avete pensato subito a Mac, o li avete associati a qualcos’altro?

Foto credits: Ads of The World

La Giornata Mondiale della Gioventù 2013 è social

Category : News, Social Media · No Comments · by lug 17th, 2013

Ragazzo che canta sul palco con Bandiera della Giornata Mondiale della Gioventù 2013

Rio de Janeiro si sta preparando ad accogliere le migliaia di giovani cattolici che accorreranno in città dai quattro angoli del globo, per celebrare la XXVIII edizione della Giornata Mondiale della Gioventù. Questa sarà anche la prima occasione, per il nuovo Pontefice, di compiere il suo primo viaggio apostolico. La novità dell’evento, però, pare essere un’altra: anche una delle istituzioni più antiche e tradizionaliste, la Chiesa Cattolica, ha deciso di aprirsi ai social media per venire incontro ai giovani e alle loro esigenze.

Oltre al coloratissimo logo della Giornata Mondiale della Gioventù 2013, disegnato dal 25enne Gustavo Hernin, gli organizzatori dell’evento hanno progettato il sito internet dedicato alla manifestazione intorno ad una comunicazione che sfrutta in pieno le potenzialità dei nuovi media e consente un ampio coinvolgimento degli utenti.
Il sito, nella sua semplicità, è molto efficace e diretto e i contenuti multimediali, che i giovani prediligono, sono in evidenza. In primo piano è anche come la pagina Facebook dedicata agli incontri, che si prepara ormai a sfondare il muro del milione di fan. Per l’occasione è stata addirittura programmata l’applicazione Pope2You per Facebook, che permette di condividere immagini e cartoline di Papa Francesco con i propri amici attraverso il social network più importante al mondo.

Foto del sito della Giornata Mondiale della Gioventù 2013

A dimostrazione della considerazione che la Chiesa ha per i nuovi media, il sito affianca all’icona social della già citata pagina anche quelle degli altri principali network, e si deve ammettere che raramente si vede una gestione combinata di profili sociali altrettanto curata. Il profilo Twitter è infatti seguito da quasi 5 mila follower nella versione italiana e più di 10 mila in quella in inglese, a cui si aggiungono gli oltre 100 mila follower se si considerano anche le versioni in spagnolo e portogheseGoogle+  ha oltre 8 mila contatti  e Flickr mostra quasi 3500 foto condivise. Anche il canale Youtube viaggia a vele spiegate, forte di quasi 16 mila iscritti, ed è stato recentemente creato anche un nuovo profilo Pinterest nato collegato al progetto Pope2You, il sito attraverso cui il Papa si tiene in contatto con i navigatori del web.

Sito di Pope2you

Se siete assidui frequentatori della rete, tutto questo magari non vi suonerà poi così nuovo. Da tempo, infatti, il Vaticano presta grande attenzione alla comunicazione in rete, e grande interesse aveva suscitato lo sbarco di Papa Benedetto XVI su Twitter con un profilo che, ora ereditato dal nuovo Papa, vanta 2 milioni e mezzo di utenti nella sola versione inglese.
Forse vi sorprenderà di più sapere che grazie al Decreto Pontificio del 24 giugno scorso l’indulgenza, plenaria o parziale che sia, non sarà concessa solo a chi sarà fisicamente presente a Rio e parteciperà ai sacri riti e agli esercizi spirituali, ma anche a chi seguirà l’evento con partecipazione attraverso radio o televisione e “attraverso nuovi mezzi della comunicazione sociale”.

”Sì, ma attenzione, l’indulgenza non si ottiene come si prende un caffè alla macchinetta, non c’è uno sportello che rilascerà il certificato”, ha però specificato al Corriere della Sera l’Arcivescovo Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali.
Come spiega anche Mons. Krzysztof Nykiel, reggente della Penitenzieria Apostolica in un’intervista rilasciata a News.va, coloro che non potranno prendere parte alle celebrazioni “potranno ottenere l’Indulgenza plenaria purché, ottemperando alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di preghiera con il proposito di filiale sottomissione al Romano Pontefice, partecipino spiritualmente alle sacre funzioni nei giorni determinati”.

La pubblicità che entra in testa

Category : Marketing, Tecnologia · No Comments · by lug 12th, 2013

Disegno del funzionamento della pubblicità che entra in testa appoggiandosi al finestrino

In un mondo saturo di messaggi pubblicitari, addetti al marketing e creativi s’ingegnano ogni giorno per trovare metodi originali e far sì che la loro pubblicità si differenzi dalle altre e ci rimanga in testa abbastanza a lungo da convincerci ad acquistare determinati prodotti.

Ora però, affermare che una pubblicità ci entra in testa, non sarà soltanto un modo di dire, ma potrebbe essere la descrizione di quello che può capitarci tornando a casa sui mezzi pubblici

Difatti, l’agenzia pubblicitaria BBDO Germania, costola di una delle agenzie più importanti al mondo e tra i punti di riferimento storici del Partito Repubblicano americano, ha sviluppato un’idea molto particolare che ha suscitato reazioni contrastanti.

Il concept, molto apprezzato al Festival Internazionale della Creatività di Cannes, prevede l’utilizzo di un piccolo dispositivo che diffonde sui vetri del treno onde sonore emesse a frequenze non percepibili dall’orecchio umano. I viaggiatori non potranno udire alcun messaggio, tuttavia chi dovesse appoggiarsi con la testa al finestrino si ritroverebbe ad ascoltare il messaggio pubblicitario come se questo provenisse direttamente dal proprio cervello.

Questo perché il prototipo realizzato da Audiva, sfrutta la tecnologia della conduzione ossea, già utilizzata in dispositivi per non udenti, nuotatori e corridori. È la stessa scatola cranica, che ha la proprietà di condurre le basse frequenze meglio dell’aria, a fungere da amplificatore e a rendere udibile il messaggio registrato nel’apparecchio.

Il portavoce dell’agenzia BBDO Ulf Brychcy ha dichiarato alla BBC che, in conseguenza dell’esito incoraggiante dei primi test effettuati sui mezzi di trasporto pubblico nelle città di Monaco e Aachen, si sentono pronti ad iniziare la campagna “Prima possibile, se il nostro Cliente Sky Deutschland è d’accordo” aggiungendo che “al momento questo tipo di pubblicità è limitato al mercato tedesco. Se però guardiamo al futuro tutto è possibile”.

La tecnologia in effetti, è interessante e come fa notare lo stesso Brychcy, “Si potrebbe non usarla esclusivamente per la pubblicità, ma anche per musica, intrattenimento, informazioni sui trasporti pubblici, meteo e per molto altro”, ma c’è già un ostacolo.
Forse anche in virtù delle molte critiche presenti nei commenti dei video caricati su youtube, un portavoce di Sky Deutschland ha dichiarato che la compagnia non ha ancora preso una decisione in merito al portare avanti la campagna o meno.

Ad ogni modo potete stare tranquilli, ora sapete che se vi capitasse di sentire voci sui treni, non si tratta di magia e voi probabilmente non siete pazzi. Non vi serviranno pillole, ricoveri o costosi trattamenti, ma basterà semplicemente scostare il capo dal vetro e tutto tornerà alla normalità. Voi però come reagireste se la pubblicità finisse per invadere anche il vostro momento di relax mentre tornate a casa dopo una lunga giornata di lavoro?

“Vuoi latte?” L’irriverente campagna di Assolatte

Category : Marketing, Social Media · No Comments · by lug 3rd, 2013

Bicchiere di latte

Vuoi latte?” è la campagna pubblicitaria realizzata da Orange Comunicazione per Assolatte, l’associazione dei principali produttori della filiera lattiero-caseraria. Iniziativa a dire il vero particolare, ma che ben illustra come l’utilizzo un corretto utilizzo dei nuovi media e di nuove strategie di marketing faciliti la comunicazione dei propri messaggi a specifici target di consumatori.

L’obiettivo di Assolatte era quello di convincere ragazzi e giovani, indicativamente di età compresa tra i 16 ed i 30 anni, che il latte, normalmente associato ai bambini, può anche essere una bevanda cool. La campagna è stata quindi pensata solo ed esclusivamente in un’ottica digitale proprio per rivolgersi esclusivamente ai destinatari del messaggio, anche per non creare confusioni nel significato del brand in tutti gli altri target di consumatori.

Questo, anche perché il divertente e irriverente Viral diffuso per l’occasione con lo slogan “Il latte non è roba per bambini”, è tutto fuorché politicamente corretto. Tre mascotte a forma di contenitori di latte infatti, ripresi come se partecipassero ad una candid camera, si divertono ad irridere passanti, a provocare i bagnanti ed inscenare una lunga serie di scherzi che a volte lasciano interdette le loro vittime, altre volte ne trovano la compiaciuta partecipazione.

Ovviamente la campagna non e limitata al video, ma gli autori hanno anche creato una Fan Page e messo in rete un sito internet www.vuoilatte.it, a cui è possibile accedere anche mediante le proprie credenziali Facebook. Qui ognuno può inviare una “foto spiritosa e inaspettata” che ritrae “un momento sorprendente per offrire un bicchiere di latte”.

L’etichetta elettronica ci eviterà le code ai check-in?

Category : Mobile & Digital, News, Tecnologia · No Comments · by lug 2nd, 2013

Valigia che mostra l'etichetta elettronica
British Airways, compagnia di bandiera inglese, ha annunciato che dal mese prossimo inizierà a far testare al proprio personale l’utilizzo di un’etichetta elettronica da applicare ai bagagli. Qualora la fase sperimentale dovesse dare esito positivo, il sistema dovrebbe essere esteso a tutti i passeggeri a partire dal 2014 e dovrebbe quindi sostituire gradualmente l’applicazione delle etichette identificative cartacee indispensabili per il corretto smistamento.

Dettaglio Etichetta Elettronica

Come funziona? Semplice, una volta effettuato il check-in online, si passa il proprio smartphone sull’etichetta elettronica e questa viene automaticamente aggiornata grazie ad una particolare app che prende i dati del volo dall’archivio della compagnia aerea. A questo punto, dotati di un codice a barre univoco, ci si potrà recare all’area di imbarco dei bagagli non si dovrà fare altro che lasciare la valigia sul nastro trasportatore, uno scanner farà il resto.

Dettaglio e testo dell'etichetta elettronica

Arrivati a destinazione, si dovrà semplicemente ritirare il proprio bagaglio e aggiornare l’etichetta con i dati del nuovo volo non appena avremo l’esigenza di riprendere l’aereo.

L’etichetta infatti “È più costosa, ma in fin dei conti riutilizzabile” ha dichiarato alla BBC Lewis Freeman disegnatore industriale di Designworks, l’azienda che ha collaborato con British Airways per la realizzazione tecnica del dispositivo “Ad oggi, il prodotto può durare fino a 5 anni, tuttavia ritengo quando le attuali etichette dovranno essere sostituite, la tecnologia avrà già fatto passi da gigante”.